ChatGPT Canvas: cosa è e come usarlo

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Dopo mesi di annunci che suonavano quasi come un memento mori per i copywriter, ecco finalmente qualcosa di interessante. ChatGPT Canvas, ancora disponibile solo in versione beta per gli utenti Plus (ovviamente!), arriva come un raggio di sole in una giornata di tempesta. Finalmente uno strumento pensato per scrivere davvero, come se non bastassero le decine di altri tool che promettevano lo stesso. Ma questa volta, chissà, potrebbe essere quello giusto… o almeno così ci vogliono far credere!

Una nuova interfaccia, un nuovo prodotto

Con il lancio di ChatGPT-4 con Canvas, che aggiorna ma non sostituisce ChatGPT 4-o, l’interfaccia ha subito un cambiamento radicale, pensato per migliorare la produttività di chi scrive e codifica.

La novità più evidente è la nuova suddivisione dello spazio di lavoro: a sinistra rimane la classica chat con l’IA, mentre a destra compare un editor di testo o codice, dove puoi vedere e modificare i contenuti in tempo reale.

Questa nuova impostazione è ideale per chi lavora a progetti complessi, poiché permette di mantenere il dialogo aperto con ChatGPT mentre si perfeziona il testo o il codice.

Le scorciatoie di modifica

Le scorciatoie di modifica sono un’altra aggiunta che semplifica l’esperienza. Ora è possibile:

Tra le scorciatoie offerte, troviamo:

  • Suggerimenti di modifica, con consigli in linea e feedback.
  • Regolazione della lunghezza per rendere il testo più lungo o più corto.
  • Cambio del livello di lettura, adattandolo da un pubblico giovane fino a lettori accademici.
  • Rifinitura finale, che controlla grammatica, chiarezza e coerenza.
  • Aggiunta di emoji, per enfatizzare e dare colore al testo.

Per chi usa ChatGPT non come assistente al copywriting ma come supporto alla scrittura del codice, Canvas offre strumenti avanzati per la scrittura collaborativa e la gestione del codice, come la revisione e il debug.

Come accedere alle scorciatoie di modifica? Seleziona il testo che vuoi modificare e ti compariranno queste alternative 👇🏻

Perché si chiama Canvas?

La versione “Canvas” prende il nome dal concetto di “tela“, proprio come una tela bianca che un artista usa per dipingere. Questo ambiente ti permette di vedere e modificare i tuoi testi in un formato più aperto e libero, che facilita la creatività e il lavoro collaborativo. In pratica, è come avere uno spazio dedicato dove puoi visualizzare i tuoi contenuti e svilupparli con più facilità, proprio come se fossi davanti a una tela su cui stai dipingendo la tua idea. In questo modo, puoi perfezionare e costruire i tuoi testi in modo più intuitivo e flessibile.

Come funziona ChatGPT Canvas

ChatGPT 4-o Canvas funziona come un assistente alla scrittura con AI integrata, nè più nè meno. Cosa cambia rispetto a prima?

Nella versione che ho visto, cambia soprattutto l’interfaccia e la modalità attraverso la quale viene suggerita la modifica. Mi spiego: adesso quando chiedi di apportare una modifica il testo viene modificato nello stesso spazio nel quale si trovava prima e non viene teoricamente generato nuovamente. Quindi? Viene apportata una mini modifica senza riscrittura. 

La possibilità di editare il testo direttamente dentro il sito permette di “eliminare un passaggio”: puoi inserire ad esempio i bold direttamente in piattaforma.

Il miglioramento dell’output con ChatGPT 4-o Canvas

Il miglioramento del testo che viene generato è palpabile: GPT-4o con Canvas ha prestazioni migliori del 18% rispetto a un GPT-4o base.

Fonte: Openai.com

 

Sempre rimanendo in tema di numeri (forniti da OpenAi, ovviamente) questo nuovo modello dovrebbe migliorare del 30% in accuratezza della risposta e comportare un aumento della qualità del contenuto del 16%.

La centralità del prompt

Sulla fonte ufficiale di Openai.com si legge: “It’s worth noting that the quality of such baselines is highly sensitive to the specific prompt used. With different prompts, the baseline may still perform poorly but in a different manner—for instance, by being evenly inaccurate across coding and writing tasks, resulting in a different distribution of errors and alternative forms of suboptimal performance. For coding, we intentionally biased the model against triggering to avoid disrupting our power users. We’ll continue refining this based on user feedback.”

Di fatto, quindi, molto sta molto a come viene scritto il prompt, all’accuratezza con cui viene formulata la domanda e alla capacità di descrivere il contesto in maniera sufficientemente esaustiva affinché il modello linguistico possa performare.

Dubbi e perplessità

Si tratta ovviamente di una versione beta ed è quindi presto per potersi sbilanciare in maniera definitiva sull’efficienza di questo strumento, ma è ormai chiaro la direzione che sta prendendo l’ecosistema di OpenAI. Ho già detto tutto parlando di ecosistema, credo.

Ma veniamo ai dubbi:

  1. i numeri che vengono forniti mi lasciano un po’ perplessa: si parla di aumento della qualità del 16%, ma quali sono i criteri utilizzati per poter valutare la qualità di un contenuto testuale? È una percentuale che vale anche per l’italiano? Vale per tutti i settori o ci sono ambiti in cui è possibile ottenere più soddisfazione dall’AI?
  2.  tra le scorciatoie c’è anche la lunghezza, ossia si può chiedere di allungare un paragrafo. È chiaro, quindi, che – anche in questo settore – le dimensioni contano.
  3. con la versione Canvas sono comparse anche le “sottolineature rosse” tipiche degli strumenti di editing di testo quando si vuole indicare un errore o un termine scritto in maniera impropria.

Siamo prossimi alla funzione di correzione grammaticale e sintattica? Se si, userà come metro di paragone la grammatica del web? Speriamo di no.

Non voglio sbilanciarmi su previsioni riguardo al futuro del copywriting e dell’intelligenza artificiale, perché, come nei migliori romanzi gialli, il colpevole potrebbe sempre essere qualcun altro all’ultimo capitolo. Tuttavia, è innegabile che l’AI sia ormai diventata parte integrante del nostro processo creativo, come un fidato compagno di viaggio che, pur senza chiedere il volante, suggerisce sempre nuove strade da percorrere. Ecco, forse non sarà mai l’autore del capolavoro finale, ma non si può più ignorare il suo contributo nell’ideare, affinare e arricchire il nostro lavoro quotidiano.

In fondo, come nelle migliori favole moderne, il successo della missione del protagonista – cioè il copywriter – è dovuto anche in parte al contributo degli aiutanti. Voglio dire: Pinocchio si sarebbe mai salvato dalla pancia della balena senza il grillo parlante? Potremmo immagine lo stesso lieto fine per Cenerentola se non ci fosse stata la Fata Smemorina?

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