I social media hanno un’importanza fondamentale all’interno della comunicazione, soprattutto quella aziendale. Se ci si pensa bene, infatti, è grazie a loro che le aziende possono puntare sugli scambi tra persone per avvicinarle al proprio brand. I social, quindi, sono uno strumento preziosissimo, perché forniscono feedback dettagliati in tempo reale, direttamente da parte degli stessi consumatori a cui ci si vuole rivolgere. In questo articolo esploreremo le possibilità che molti dei social che utilizziamo abitualmente offrono alle aziende.
Social: cosa sono e quanto sono diffusi
In generale, con il termine Social Media si indicano tutti quei mezzi e quelle azioni online che le persone adottano per condividere contenuti, di qualsiasi tipo essi siano. Moltissime applicazioni possono essere identificati come social, dai progetti collaborativi alle piattaforme di blog, fino ai mondi virtuali come videogiochi e second life. Si tratta di piattaforme molto interessanti da esplorare per promuovere la propria azienda e, insieme alle più comuni app di social media e social network, contribuiscono ad aumentare l’awareness riguardo una certa azienda.
Dai dati rilevati da WeAreSocial nel suo report annuale risulta che l’impatto della pandemia da Covid-19 ha effettivamente influito sulla diffusione e l’utilizzo dei social in Italia. Vi è stato, infatti, un incremento quasi del 6% di utenti attivi sulle piattaforme social (oltre 2 milioni di utenti, per un totale di 41 milioni). Molti (il 97%) vi accedono tramite dispositivi mobili, ma è cresciuto l’uso di console next gen, che permettono il social gaming. 4 persone su 5, infatti, giocano regolarmente (e utilizzano piattaforme come Twitch). Sono aumentate anche le persone che dichiarano di aver partecipato attivamente al dialogo online, che sono passate dall’81% del 2020 all’85% di quest’anno.
Facebook continua a dominare, insieme a Youtube e Instagram, ma sono da ritenere interessanti la crescita di TikTok (che raddoppia la sua influenza rispetto all’anno precedente), Telegram e Twitch per quanto riguarda il live-streaming (soprattutto riguardante il gaming). Un successo condiviso con le piattaforme di ecommerce, che hanno riscontrato risultati positivi anche grazie al contributo dato dai social. Molti italiani, infatti, dichiarano di affidarsi al cosiddetto passaparola prima di decidere se vale la pena eseguire un certo acquisto. L’importanza dei social, quindi, è crescente. Per questo, scegliere di fare a meno di essi per il proprio business potrebbe rivelarsi un grave errore. Vediamo, quindi, in che modo è possibile sfruttare i social più popolari per le proprie esigenze di marketing.

Perché sfruttare i Social Media in azienda?
La rivoluzione digitale che ha avuto luogo negli ultimi anni è stata senza precedenti. Oggi i consumatori vogliono più che mai sentirsi presi in causa, agendo come dei veri e propri “consum-attori”. Le scelte dei brand ormai vanno sempre più incontro a questa esigenza di coinvolgimento degli utenti. In particolare, grazie all’avvento dei social network è aumentata l’influenza del passaparola, che è molto utile in ambito di content marketing. Permette, infatti, di moltiplicare esponenzialmente la velocità e la portata della comunicazione, coinvolgendo il cliente a livello cognitivo, emotivo e comportamentale. Un brand attivo sui social nel modo corretto è un brand che è in grado di guadagnare la fiducia dei propri clienti. Non a caso, diversi studi dimostrano che un engagement positivo è direttamente proporzionale alla customer loyalty e ad una maggiore propensione al diventare a propria volta brand ambassadors.
Social: possibili applicazioni per l’azienda
Come si può intuire, sono moltissime le finalità con cui si può sviluppare una social strategy per la propria azienda. Alcune di esse sono comuni a più canali e comprendono:
- Customer insight: l’ascolto del cliente per meglio capirne i bisogni. Le conversazioni online offrono moltissime informazioni e permettono di risparmiare i costi (anche molto ingenti) delle ricerche di mercato;
- Social media marketing: la realizzazione di campagne di marketing volte a generare brand awareness. Scegliere degli ambassador con cui collaborare per ottenere fiducia da parte del target che si è selezionato può essere una idea per apparire più credibili e affidabili agli occhi dei propri potenziali clienti;
- Co-creation: il coinvolgimento del cliente nel processo di innovazione del prodotto/servizio. I contest, per esempio, possono essere un ottimo modo di rendere i clienti partecipi e, al contempo, lavorare in modo più specifico sui loro bisogni;
- Customer service: il supporto immediato al cliente in caso di domande o problemi relativi al servizio/prodotto. In particolare, il customer service attraverso i social media è molto importante perché virale: risolvere un problema pubblicamente mostrandosi reattivi può essere un’ottima pubblicità per l’azienda;
- Social gamisfaction: coinvolgimento del cliente in giochi e sfide a premi. In questo modo si può rendere più partecipi gli utenti facendo leva sul loro istinto alla competizione.
Importante, quindi, resta investire nella relazione con i consumatori, mostrandosi predisposti al confronto anche diretto e adottando la tecnica dello storytelling, puntando su un racconto che riesca a trasmettere i valori aziendali più che le caratteristiche di un determinato prodotto. Vediamo in che modo tutto questo si può declinare attraverso i vari social.

Il social network fondato da Mark Zuckerberg nel 2004 con i suoi 2,60 miliardi di utenti mensili attivi è sicuramente la piattaforma maggiormente utilizzata al momento. Anche se col tempo i più giovani l’hanno abbandonata in favore di altri social, resta pur sempre il social più frequentato dai cosiddetti baby boomers (nati dal ‘46 al ‘64, durante il boom economico appunto).
Nato come social network vero e proprio, ha come fine quello di far entrare in contatto le persone ed è, dunque, molto importante per attuare il social listening. Facebook offre la possibilità di creare pagine aziendali che comprendono analisi dettagliate del target e dell’attività sulla propria pagina e, in più, ha un sistema interno di advertising (Facebook ADS). Utilissimo sia per il B2B che per il B2C.
Ancora più interessante di Facebook è Instagram, che a fine 2020 ha raggiunto numeri record di nuovi utenti, appartenenti a qualsiasi target (con una preponderanza di millennials, nati dall’81 al ‘96). Scegliere questo social significa prefiggersi, principalmente, due tipi di obiettivi:
- ottenere un ROI (return of investment) a breve termine tramite l’attuazione di strategie di marketing mirate e performanti;
- creare esperienze digitali innovative in grado di conquistare la fiducia del cliente.
Con il giusto bilanciamento tra contenuti sponsorizzati e non, Instagram può offrire grandi possibilità alle aziende, specie se B2C. Tramite il coinvolgimento degli influencer che popolano la piattaforma e lo sfruttamento dell’UGC (user generated content), ossia il contenuto generato direttamente dagli utenti, sarà possibile raggiungere grandi numeri anche in pochissimo tempo. 
Se Instagram è l’ideale per il B2C, LinkedIn si concentra quasi prettamente sul business di tipo B2B. Questo social, infatti, è stato pensato appositamente per le aziende che cercano una vetrina e contatti utili per il loro lavoro. Alcuni strumenti messi a disposizione dalla piattaforma (come, ad esempio, LinkedIn Pulse) permettono raggiungere ottimi livelli di visibilità e posizionamento.
Twitch
Twitch è la piattaforma di streaming di Amazon che sta letteralmente spopolando tra i più giovani. Nasce con l’intento di offrire ai propri utenti la possibilità di condividere in tempo reale video delle loro sessioni di gioco, ma in realtà la sua applicazione si è allargata a moltissimi altri campi dell’intrattenimento. Complice la sua facilità di utilizzo e la presenza di molti influencer sulla piattaforma, sempre più aziende si stanno spostando su Twitch per sponsorizzare i propri servizi e prodotti.
Il target di Twitch comprende soprattutto gli appartenenti alla cosiddetta Generazione Z, ovvero i nati dalla seconda metà degli anni ‘90 al 2010. Si tratta di un target nuovo da esplorare e che può offrire molte soddisfazioni, specie se si tiene conto dei numeri della piattaforma, che appaiono molto competitivi. Ovviamente la peculiarità di Twitch non lo rende adatto a ogni tipo di azienda. Ad essere favorite, in questo caso, sono quelle che hanno un target B2C e, quindi, si rivolgono a un target in carne ed ossa.