Copywriting

Ogni giorno su Google vengono effettuate circa 3,5 miliardi di ricerche, ma non tutte vanno a buon fine: questo accade perché quello che è presente sul tuo sito non corrisponde a quanto viene ricercato dagli utenti. Per evitare che questo accada entra in gioco il content marketing.

Si tratta di un insieme di scelte strategiche che coinvolgono i contenuti testuali presenti su un sito per far sì che il tuo sito compaia tra i primi risultati su Google. Gli asset che si incrociato nelle strategie di content marketing sono numerose e includono scopi tra cui la produzione di brand awareness e creazione di engagement all’interno della propria community.

Uno degli strumenti di cui si serve il content marketing è il copywriting con accorgimenti SEO (da non confondere con il “semplice” copyrighting). Infatti all’arte della parola è necessario unire la conoscenza del funzionamento dei motori di ricerca che permette di pubblicare articoli in grado di posizionarsi nella top 10 di Google: senza di essa, per quanto interessante, il testo rischia di non essere mai letto.

I segreti del copywriter

Diventare un copywriter con accorgimenti SEO e migliorare il posizionamento del tuo sito non è semplice, ma per cominciare ecco alcuni dei trucchi del mestiere:

Paragrafi brevi

I muri di testo scoraggiano il lettore che deciderà di non proseguire e continuerà altrove la sua ricerca di informazioni. Al contrario un testo strutturato in blocchi di non più di 10 righe ciascuno viene considerato più leggibile risultando più attraente all’utente del web che si caratterizza.

Parole in grassetto

Utilizzare parole in “bold” permette di evidenziare i concetti principali così che chi approda sulla pagina possa scorrere il testo velocemente focalizzandosi su ciò che ha maggiore importanza e facendosi un’idea generale del contenuto.

Link interni

Inserire dei link interni permette di mantenere gli utenti sul sito più a lungo. Consente loro di spaziare tra i diversi contenuti e soddisfare la propria curiosità. Ricorda sempre di inserire almeno un link, collegando il discorso ad un articolo scritto in precedenza.

Elenchi puntati

Così come la suddivisione in paragrafi anche la presenza delle famose bucketlist migliora la leggibilità del testo rendendolo più scorrevole ed immediato e sottolineandone la struttura che risulta immediatamente chiara.

Titoli e Sottotitoli

L’aggiunta di H2 e H3, modalità con cui WordPress identifica i sottotitoli, permette di tematizzare i paragrafi, anticipando in maniera chiara e concisa quali saranno i temi affrontati nel testo. I titoli, primo fra tutti quello della pagina devono essere irresistibili, formulati per incoraggiare l’utente a proseguire la lettura. Sconsigliati invece quelli fuorvianti o iperbolici che minano la fiducia del lettore nei confronti della pagina.

Per ottimizzare i titoli in ottica SEO ricorda di scrivere la parola chiave a sinistra separandola dal resto con un segno di punteggiatura, ma ricorda di variare, questo schema, utilissimo per Google, potrebbe annoiare gli utenti se troppo utilizzato. Inoltre l’utilizzo di alcune combinazioni di parole come “segreti per”, “tutto ciò che devi sapere”  “i migliori..” rende i titoli statisticamente più catchy.

Keyword

I contenuti da soli non bastano, per un buon SEO copywriting l’elemento essenziale è la parola chiave, che risponde alla query realizzata dall’utente sul motore di ricerca –  normalmente Google – e permette al contenuto di posizionarsi nella pagina dei risultati.

Scegliere la giusta keyword significa conoscere i propri utenti e anticipare le loro necessità, facendosi trovare nel posto giusto al momento giusto, tenendo in considerazione che gli utenti ricercano principalmente contenuti legati a 3 azioni:

  • Do: si tratta di query transazionali, che come fine ultimo hanno l’acquisto
  • Know: sono forse le più gettonate, attraverso queste ricerche gli utenti ricercano informazioni e risposte alle loro domande.
  • Go: in questo caso chi digita su Google intende raggiungere un sito in particolare.

Le parole non bastano

Fino ad ora si è parlato solo di testo, e le immagini? Elementi grafici, intuitivi e colorati non possono mancare, catturano l’attenzione dell’audience e se ben indicizzate contribuiscono alla scalata della SERP. Tuttavia troppe immagini potrebbero distrarre, il consiglio è quello di inserire un’immagine principale, che tematizzi il contenuto e una al’interno del testo, numero che può aumentare per articoli particolarmente lunghi.

Le immagini hanno un peso maggiore in termini di byte rispetto a contenuti testuali, pertanto hanno una notevole influenza sulla performance del sito web. La loro ottimizzazione in termini di risoluzione e qualità risulta fondamentale: uno studio condotto negli Stati Uniti evidenzia come il 40% degli utenti abbandoni un sito che impiega più di 3 secondi per caricare la pagina richiesta, in termini di marketing questo equivale alla perdita di un’opportunità di farsi conoscere o di generare leads.

Oltre alla risoluzione anche il nome del file immagine ha un’importanza da non sottovalutare: rinomina il file con la keyword impostata per il contenuto, in questo modo anche l’immagine verrà indicizzata da Google e il tuo sito verrà visualizzato più frequentemente. Invece le caption non sono di nessuna importanza per lo spider, tuttavia possono rappresentare  una buona strategia per migliorare la user experience: leggendo i pochi caratteri al di sotto dell’immagine l’utente sviluppa un’idea generale sul contenuto e sullo stile del testo decidendo di iniziare la lettura.

Copywriting: il giusto equilibrio tra parole e immagini

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