Google+

Google +,  il social network lanciato dal motore di ricerca più famoso al mondo, chiude i battenti. Il New York Times lo ha definito la città fantasma, si tratta dell’ennesimo tentativo di BigG di creare una community online, un social che da sempre manca al pacchetto Google. Anche questa volta purtroppo l’impresa non è riuscita, così come per i tentativi precedenti: Google Buzz, Wave e ancor prima Orkut. Dopo l’impatto iniziale e il picco di crescita raggiunto nel 2012 la cometa Google+ ha terminato per sempre il suo viaggio il 2 aprile 2019.

Google+ come è nato

Google+ viene lanciato nel Giugno 2011, a due settimane dalla creazione Lerry Page annuncia i 10 milioni di utenti registrati che continuano a crescere in maniera esponenziale. Qualche mese più tardi, nello specifico a Novembre vengono aggiunte le opzioni Adds e Business pages. Una tappa importante per il numero di utenti viene raggiunta nel settembre 2012 con 100 milioni di utenti attivi mensili su un totale di 400m. Nel 2015 Google decide di dare alla piattaforma una nuova veste modificandone il design e aggiungendo nuove opzioni: Hangouts, Eventd e Custom URL’s.

Tuttavia dopo l’onda di successo iniziale la piattaforma va incontro a diversi problemi e ad ottobre 2018, a malincuore BigG annuncia la chiusura della versione consumer. Nel 2019 infine il gruppo di Mountain View conferma l’uscita di scena di Google + prevista per il 2 aprile 2019. Il progetto infatti nonostante i numerosi cambiamenti in corso d’opera non ha raggiunto gli obiettivi prefissati.

Il social network rimarrà però attivo per l’enterprise, disponibile solo per gli abbonati Google Suite, per i quali è prevista  l’aggiunta di nuove features ancora sconosciute, oltre che un restyling che darà a Plus un orientamento più business.

La decisione definitiva, causata prevalentemente da una mancanza di interazioni – linfa vitale di ogni social – è stata rafforzata dalla scoperta della presenza di un bug, che impediva la corretta protezione dei dati degli utenti, rendendo possibile ad applicazioni di terze parti di entrarne in possesso in maniera non autorizzata, una falla imperdonabile e con un tempismo pessimo vista la recente attenzione dell’UE sul tema della privacy.

Il team di Google ringrazia così coloro che per anni hanno permesso lo sviluppo della piattaforma:

Da tutti noi del team Google+, grazie per aver reso G+ un posto tanto speciale. Siamo grati ai talentuosi gruppi di artisti, a chi ha creato le community e ai leader che hanno scelto Google+ come loro casa. Non sarebbe stato lo stesso senza la loro passione e dedizione.

Interazioni con Google+

La causa principale dell’ennesimo flop di Google sul fronte social è stata la mancanza di interazioni. Plus si è rivelato un social popolato da utenti poco attivi, una città fantasma appunto: le stime rivelano che in media il 90% delle sessioni aveva una durata di 5 secondi, un intervallo di tempo troppo basso se si confronta con i risultati degli altri social networks: le stime parlano di ore trascorse su Facebook e Instagram, un dato che ha portato all’introduzione di timer dalle app stesse. Un problema che non ha toccato Google+: 5 secondi non sono sufficienti nemmeno per postare una foto o lasciare un commento, sono indicativi della mancanza di interazioni della piattaforma.

Perché Google+ ha chiuso

A prima vista il social di Google e il concorrente creato da Mark Zuckerberg sembrerebbero identici. Facebook permette di creare un profilo, condividere pensieri, immagini e video, supporta le aziende con la creazione di apposite pagine e consente la creazione di community, lo stesso è possibile utilizzando Google+. Tuttavia qualcosa è andato storto, con gli stessi ingredienti la strategia di Zuckerberg si è rivelata vincente, mentre Google ha appena deciso di chiudere i battenti.

Un errore di Strategia

Ciò che rende i due rivali opposti e che ha probabilmente permesso a Facebook di raggiungere il successo è la strategia di prodotto: il social di Zuckerberg è una piattaforma a sè stante, creata da un’idea sviluppata in maniera eccellente. Al contrario Google+ si presenta come un’integrazione di tutto il mondo Google, una scelta che ha determinato la creazione automatica di profili da parte di utenti desiderosi non di utilizzare il social, ma tutti gli altri servizi offerti da BigG, come Youtube o Gmail.

Confusione per gli utenti

Un altro elemento a sfavore del social di Mountain View e che ha permesso a Facebook e agli altri una vittoria schiacciante è la mancanza di forti elementi caratterizzanti. L’introduzione del famoso pollice in su ha rappresentato un vero trend a livello mondiale,lo stesso si può dire delle stories di Instagram. Per quanto riguarda Google+ invece non vi sono state rivoluzioni d’impatto che hanno saputo catturare l’attenzione degli utenti, ma l’introduzione di numerose funzioni diverse le une dalle altre che hanno creato confusione e la mancanza di una solida identità, rendendo il social meno conosciuto e meno utilizzato.

Anche l’approccio all’utente risulta diverso: il social di Zuckerberg è focalizzato sul singolo utente che attraverso il profilo esprime la propria personalità, le emozioni legate a momenti particolari, lo stesso vale per le aziende che utilizzano Facebook per entrare in contatto diretto con la rete dei propri clienti. Lo stesso non si può dire di Google + di stampo più razionale, focalizzato su realtà business che lo impiegano per ottenere maggior visibilità sul motore di ricerca.

Prospettive

Google+ consumer non è più attivo, tuttavia rimane disponibile la versione business per i clienti Gsuite. Il nuovo obiettivo di del colosso del web è quello di lanciare un social dedicato al mondo delle imprese, uno spazio utilizzabile per riunioni, confronti, scambi di informazioni in tutta sicurezza. Da Mountain View promettono una nuova grafica e l’aggiunta di nuove funzioni, non resta che rimanere in attesa e scoprire se Plus saprà risorgere dalle ceneri o se si tratterà dell’ennesima sconfitta.

Google+, il Social Network di Google sconfitto da Facebook

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